13/06/18

Il Libro del Giorno: "Il Peso del Mondo" di Peter Handke.


Nella splendida traduzione di Raoul Precht del 1981, uno dei libri più famosi della copiosa produzione di Peter Handke, nato a Graffen in Austria e oggi considerato unanimemente uno dei massimi scrittori viventi. 

Scritto nel 1977, nel giro di anni in cui Handke produsse alcuni capolavori come Pomeriggio di uno scrittore, Falso Movimento (sceneggiatura dell'omonimo film di Wim Wenders), La donna mancina, Prima del Calcio di Rigore, Il peso del mondo è una sorta di diario intimo o di appunti scritto tra il 1975 e il 1977 quando Handke si era già trasferito a vivere a Parigi. Anche se lo stesso scrittore, nella premessa al testo, usa il termine reportage.

Il reportage di una coscienza e di una coscienza sensibile, che registra cose minime: le variazioni impercettibili del cielo o delle nuvole, o delle foglie su un ramo, con la stessa minuzia e precisione da entomologo con cui segna i movimenti impercettibili del cuore e dei pensieri ad esso collegati. 

Le letture preferite, gli scarti amorosi con una donna, gli atteggiamenti della piccola figlia che cresce, le insofferenze e le idiosincrasie nei confronti delle piccole e grandi meschinità del mondo, gli incessanti andirivieni nella città, l'osservazione acuta dei passanti, degli avventori, degli estranei incontrati nel corso di una giornata, l'autoanalisi dei propri moti di reazione, l'indagine precisa sulla gioia e sulla pena del vivere. 

Il Peso del Mondo è come l'affaccio sul cuore di un vivente, confuso dalla realtà che vive, diventata sempre meno intellegibile, sempre più confusa, sempre più disorientante, eppure se possibile ancora più vibrante e viva. 

Attraverso la calma inseguita delle ore - Il massimo: non raggiungere la coscienza di se stessi attraverso la collera e l'aggressività, e nemmeno umiliandosi ecc., ma con calma, lo scopo: coscienza di se stesso nella calma - e della contemplazione che è indotta dalla stanchezza (Il Saggio sulla stanchezza è uno dei più bei testi scritti da Handke negli anni seguenti) e dal peso del mondo, che non può essere ignorato, e va attraversato e sopportato vivendo, di tanto in tanto, senza freni.

Un testo da riscoprire e da riapprezzare maggiormente in questi tempi confusi e poveri. 



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