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18/07/22

L'incredibile, tragica morte di Percy Bysshe Shelley in Italia, poeta romantico per eccellenza

 

Louis-Edouard Fournier, Il funerale di Shelley 
oggi conservato alla Walker Art Gallery di Liverpool

Percy Bysshe Shelley è ancora oggi un poeta amatissimo e - anche in anni di crisi della lettura - uno dei più letti. 

Un destino abbastanza strano per un poeta che non raggiunse la fama durante la sua vita, ma che invece conobbe il successo dopo la sua morte, esercitando poi una importantissima influenza sulle successive generazioni di poeti tra cui Robert Browning, Algernon Charles Swinburne, Thomas Hardy e WB Yeats.

Il critico letterario americano Harold Bloom lo ha descritto con una delle sue fulminee immagini: "un superbo artigiano, un poeta lirico senza rivali e sicuramente uno degli intelletti scettici più avanzati che abbiano mai scritto una poesia".

E le sue opere, come "Ozymandias " (1818), "The Spirit of Solitude" (1815), "Adonais" (1821), "Prometheus Unbound" (1820), sono oggi considerate capolavori assoluti della poesia mondiale, anche se gran parte della sua poesia e della sua prosa (saggi politici, sociali, filosofici),  non fu pubblicata durante la sua vita, o pubblicata solo in forma espurgata, a causa del rischio di censure e persecuzioni.

Nonostante ciò, dal 1820, le sue poesie e gli scritti politici divennero popolari nei circoli politici, suscitando l'ammirazione di Karl Marx, del Mahatma Gandhi o di  George Bernard Shaw.  

Quasi come per adeguarsi allo spirito tragico della sua poesia, la vita di Shelley è stata segnata da crisi familiari, problemi di salute e problemi causati dal suo ateismo e dalle sue opinioni politiche in sfida alle convenzioni sociali. 

Andò in autoesilio permanente in Italia nel 1818, e nei quattro anni successivi produsse alcune delle più belle poesie del periodo romantico. 

La sua seconda moglie, Mary Shelley, fu la celebre autrice di Frankenstein

Percy, come è noto, morì in un incidente in barca nel 1822 all'età di 29 anni. 

Il 1 ° luglio 1822, Shelley e l'amico Edward Williams salparono sulla nuova barca di Shelley, la Don Juan , da Genova, dove il poeta viveva in quel periodo, per Livorno, dove Shelley incontrò Leigh Hunt e Byron per prendere accordi per un nuovo giornale, The Liberal

Dopo l'incontro, l'8 luglio, Shelley, Williams e il loro timoniere salparono da Livorno alla volta di Lerici. Poche ore dopo, il Don Juan e il suo equipaggio inesperto si persero in una tempesta, a poche centinaia di metri dalla riva.  

La nave, una barca aperta, era stata costruita su misura a Genova per Shelley. 

Mary Shelley dichiarò nella sua Note on Poems of 1822 (1839) che il progetto aveva un difetto e che la barca non era mai idonea alla navigazione

In realtà, invece, il Don Juan era sovra-alberato; l'affondamento è stato dovuto a una forte tempesta e alla scarsa abilità marittima dei tre uomini a bordo. 

Il corpo gravemente decomposto di Shelley fu portato a riva a Viareggio dieci giorni dopo e fu identificato dai vestiti e da una copia della Lamia, scritta dall'amico John Keats nella tasca della giacca

Il 16 agosto il suo corpo fu cremato su una spiaggia nei pressi di Viareggio e le ceneri furono traslate nel Cimitero Acattolico di Roma, a fianco di quelle dell'amico Keats. 

Il funerale di Shelley fu immortalato dal pittore Louis Édouard Fournier (1889): nella tela, al centro si vedono in piedi, gli amici Trelawny, Hunt e Byron. In verità però Hunt non assistette alla cremazione e Byron se ne andò presto. Anche Mary Shelley, che è raffigurata inginocchiata a sinistra, non partecipò a quella cerimonia. 

Il giorno dopo che la notizia della sua morte raggiunse l'Inghilterra, il quotidiano Tory London The Courier scrisse: "Shelley, lo scrittore di alcune poesie infedeli, è annegato; ora sa se Dio esiste o no". 

Infine, un particolare macabro, ma eloquente per l'amore che gli amici nutrivano per il poeta: quando il corpo di Shelley fu cremato sulla spiaggia, il suo cuore "insolitamente piccolo" resistette al rogo, probabilmente a causa della calcificazione dovuta a una precedente infezione tubercolare. 

Trelawny diede il cuore bruciato a Hunt, che lo conservò sotto spirito  e si rifiutò di consegnarlo a Mary. 

Alla fine cedette e il cuore fu infine sepolto nella chiesa di Saint-Peter, a Bournemouth o nel priorato di Christchurch.

Fabrizio Falconi - 2022 

19/02/21

Roma omaggia John Keats a 200 anni dalla sua morte



Sedotto dalla bellezza architettonica e paesaggistica di Roma ma soprattutto attratto dal suo clima mite, il poeta inglese John Keats scelse di vivere nella Capitale per cercare sollievo dalla tubercolosi, malattia che lo stava consumando e che aveva gia' ucciso sua madre e suo fratello. 

Trovò un appartamento al secondo piano della centralissima piazza di Spagna al civico 26, sul lato destro della scalinata di Trinita' dei Monti

Abitò quell'appartamento assieme al fedele amico e pittore Joseph Severn e ad altri artisti inglesi, tutti di passaggio durante il loro Gran Tour nel nostro Paese. 

Ma nel cuore di Roma, in quella che oggi è una casa ricca di preziose testimonianze e di tributi letterari, il giovane autore di Ode to a Nightingale scomparve prematuramente il 23 febbraio del 1821

Aveva appena 25 anni ma le sue odi e il suo talento artistico lo avevano gia' inserito tra le voci piu' autorevoli e significative del Romanticismo inglese. 

Oggi la casa-museo del poeta, dove passarono anche lord Byron e Percy Bysshe Shelley, si sta preparando a celebrare i due secoli dalla sua morte con visite guidate virtuali nell'appartamento dove Keats mori' di tubercolosi e tra le stanze che ospitano ritratti e manoscritti, mobili e cimeli di Keats e di altri grandi poeti inglesi, tutti innamorati di Roma

Oltre alle due sale espositive, della Keats-Shelley Memorial House si visitano anche la terrazza, una sala da te', un negozio di libri, una piccola stanza per la proiezione di video sui poeti romantici e soprattutto una delle piu' belle e ricche biblioteche di letteratura romantica del mondo, con oltre 8 mila volumi

Alle celebrazioni per il bicentenario si aggiunge anche una serie di video-racconti girati nella casa-museo, tra cui il filmato immersivo "The Death of Keats", con la voce narrante della rock star e attore irlandese Bob Geldof, ambasciatore dell'iniziativa Keats-Shelley200. 

La video-storia, innovativa e coinvolgente, racconta attraverso la lettura delle lettere di Keats il suo viaggio in Italia, la permanenza nell'appartamento di piazza di Spagna e la sua scomparsa. 

Inaugurato nel 1909, il museo dedicato a Keats e a Shelley è un viaggio nel Romanticismo inglese, un santuario dedicato a tutti quegli artisti d'Oltremanica che trovarono ispirazione nei bucolici paesaggi italiani. In realtà, i mobili e gli oggetti lasciati da Keats nella sua stanza non sono quelli originali perché tutti i suoi beni vennero bruciati subito dopo la sua morte per impedire, secondo le credenze del tempo, la diffusione della malattia. 

Eppure entrando nella camera che si affaccia sulla celebre piazza si ha la sensazione di vedere il poeta intento a leggere e a scrivere sul suo scrittoio. 

Gli unici due oggetti originali sono il camino e la maschera mortuaria di Keats posizionata accanto al letto. 

Le visite guidate virtuali nella casa-museo partono il 23 febbraio, giorno della commemorazione, e si prenotano sul sito: ksh.roma.it 

Ma gli omaggi di Roma non finiscono qui: John Keats venne sepolto nel cimitero acattolico di Testaccio, vicino alla Piramide Cestia, un luogo di pace e di grande suggestione. 

Accanto alla tomba di Keats, sulla cui lapide si legge "Qui giace un uomo il cui nome fu scritto sull'acqua", riposa l'amico di sempre, il pittore Joseph Severn che morì 58 anni dopo la scomparsa del poeta. 

Poco lontano una lapide ricorda che qui, nel Cimitero degli Inglesi, come viene chiamato, furono sparse le ceneri di Shelley, altro grande poeta britannico e grande amico di Keats

Quando, nel 1877, Oscar Wilde si reco' in visita alla tomba di colui che considerava il piu' grande poeta del secolo, defini' il cimitero acattolico come il posto piu' sacro di Roma

Anni dopo, nel 1881, dedico' al giovane poeta romantico il sonetto The Grave of Keats, esposto oggi nel salone nella casa-museo.