Non resta da fare altro
alla pioggia che piegare
le grandi dita delle palme
spargere al vento il rosso
dei datteri.
Bruna la terra, e verde di rospi,
significante il giorno prima del vespro,
prima che l’onda lunga della notte
ricopra d’ogni ombra il frutto
di una attesa
e l’illusione perisca
come ogni aurora prima dell’alba
come i sogni dell’ora
singolare
che inganna e non sfama.
Al passo vanno e vengono
i dolori scardinati dell’esistenza,
s’agitano per poco,
colorano di festa un giorno nuovo
prima di andarsene, prima che piova, di nuovo.
(C) riproduzione riservata - tratta da Fabrizio Falconi, "Il respiro di oggi", Terre Sommerse, Roma, 2009.










