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06/05/26

Il gioiello architettonico di Palazzo Spada a Roma ("Passeggiate Letterarie a Roma" di Fabrizio Falconi)



Dopo aver percorso via dei Falegnami, via dei Giubbonari e via dell’Arco del Monte, eccoci a via di Capo di Ferro dove si staglia l’inconfondibile facciata di Palazzo Spada e dove ci aspetta un’altra meraviglia borrominiana: la celebre galleria prospettica che si trova all’interno del palazzo nobiliare, oggi sede dell’omonima Galleria. 

L’edificio, definito da viaggiatori europei “il palazzo storico più bello d’Italia”, prese il nome con cui è conosciuto oggi, soltanto a partire dal 1632 quando il cardinale Bernardino Spada lo acquistò per quasi trentaduemila scudi dalla famiglia Capodiferro, che per iniziativa di uno dei suoi membri più illustri, il cardinale Gerolamo, lo aveva fatto costruire nel 1540 su progetto dell’architetto Giulio Merisi da Caravaggio. 

Il cardinale Spada trasformò totalmente il palazzo facendone una vera e propria reggia, degna del potere che quella famiglia rappresentava nelle gerarchie papaline dell’epoca. 

L’architetto al quale Bernardino Spada si rivolse fu proprio Francesco Borromini, il quale realizzò per il piacere e lo stupore del committente e dei suoi blasonati ospiti quella sorprendente galleria prospettica, per ammirare la quale, oggi si può accedere al palazzo da un’entrata di fronte alla biglietteria. 

Qui, ecco apparire il fantastico gioco illusionistico allestito da Borromini che attualmente, per motivi di sicurezza non può più essere percorso a piedi. Ma anche avvicinandosi e spostandosi lateralmente di fronte si può notare come in quel colonnato, le pareti convergono mano a mano che si avanza, il pavimento sale, i quaranta riquadri del pavimento si impiccioliscono insieme alle colonne: così, quando si giunge al termine della galleria – e oggi, assistenti del complesso museale si prestano a posare per i visitatori in quel punto - si scopre che l’ultima colonna è alta soltanto due metri e mezzo, meno della metà rispetto alla colonna della prima fila e addirittura la statua del dio Marte, collocata nel fuoco prospettico, che sembra ad altezza naturale, è invece alta appena sessanta centimetri! 

Dunque, la galleria che vista dall’esterno, sembra profondissima – esattamente trentasette metri – si percorre invece in appena dieci passi, essendo lunga solo otto metri. La Galleria fu costruita da Borromini in soli dodici mesi, tra il 1652 e il 1653, con l’aiuto del Padre agostiniano Giovanni Maria da Bitonto. Il Cardinale Bernardino Spada, oltre ad essere un grande mecenate e collezionista d’arte, era anche uomo illuminato, affascinato dalle illusioni ottiche e dai giochi prospettici,che per lui erano simboli eloquenti dell’inganno morale e delle illusioni coltivate dagli uomini a riguardo delle grandezze terrene.
Ed è comprensibile come nessuno, meglio di Borromini, potesse rappresentarle in modo così geniale.




25/10/21

La meraviglia della Galleria Prospettica del Borromini a Palazzo Spada


La magica prospettiva di Borromini e il piano nobile di Palazzo Spada.
 

Quello che per tutti i romani è Palazzo Spada, in Piazza di Capodiferro, prese il nome con cui è conosciuto oggi soltanto a partire dal 1632 quando il cardinale Bernardino Spada lo acquistò per quasi trentaduemila scudi dalla famiglia Capodiferro che per iniziativa di uno dei suoi membri più illustri, il cardinale Gerolamo, lo aveva fatto costruire nel 1540 su progetto dell’architetto Giulio Merisi da Caravaggio. 

Il cardinale Spada trasformò totalmente il Palazzo rendendolo una vera e propria reggia, degna del potere che quella famiglia rappresentava nelle gerarchie papaline dell’epoca. 

L’architetto al quale Bernardino Spada si rivolse fu nientemeno che Francesco Borromini, il genio più grandioso ed eccentrico di quegli anni, carattere tempestoso e irrequieto sempre preda dei suoi fantasmi e della sua febbrile creatività. 



Fu Borromini a creare quella stupefacente galleria prospettica che ancora oggi rappresenta una delle attrattive della visita ai Palazzi di Roma, come dimostrano anche le continue citazioni cinematografiche, con quel colonnato nel quale le pareti convergono mano a mano che si avanza, il pavimento sale, i quaranta riquadri del pavimento si impiccioliscono insieme alle colonne: quando si giunge al termine della galleria si scopre infatti che l’ultima colonna è alta soltanto un metro e mezzo, meno della metà rispetto alla colonna della prima fila, e che quella galleria che vista dall’esterno sembra lunghissima – almeno cinquanta metri – si percorre invece in appena dieci passi. 

E’ un gioco prospettico, una illusione ottica inventata da Borromini che dovette divertire e non poco il suo committente, con quella statua del dio Marte, collocata in fondo alla galleria, alta soltanto sessanta centimetri. 



E’ solo una delle molte invenzioni del genio ticinese: molto si è scritto su un Borromini esoterico, a causa di quella incredibile propensione a giocare con i simboli e le forme che ne hanno fatto uno dei protagonisti più grandi del Barocco. 

Ma le attrattive e i segreti di Palazzo Spada non si esauriscono con la formidabile bizzarria borrominiana. 

Oggi il celebre palazzo ospita la splendida Galleria di dipinti dove si possono ammirare Guido Reni, Guercino, Andrea Del Sarto, Brueghel, Parmigianino e tanti altri, ma anche il grandioso piano nobile occupato dagli uffici del Consiglio di Stato che è attualmente visitabile solo la prima domenica del mese. 

Qui è tutto una esplosione di decorazioni a stucco e pitture che insieme alle finte prospettive architettoniche del Salone di Pompeo, alla Sala delle Quattro Stagioni e al Corridoio della Meridiana testimoniano la grande passione del Cardinale Bernardino Spada per l’astronomia e per l’ottica. 

In particolare in quest’ultimo – il Corridoio della Meridiana – è possibile ancora oggi misurarsi con la geniale invenzione del gesuita Emmanuel Maignan (nato a Tolosa nel 1601): una specie di meridiana alla rovescio, ottenuta attraverso il riflesso della luce del sole che, filtrando attraverso una finestrella, colpisce la superficie di uno specchio inclinato e rimbalza sul soffitto dove sono disegnati i simboli celesti zodiacali. E’ solo una delle tante meraviglie segrete di quello che è stato definito il palazzo storico più bello d’Italia.