23/06/22

Dopo "Normal People" arriva "Conversations with friends" la nuova serie tratta dal romanzo di Sally Rooney ed è una delusione


C'era molta attesa tra i tanti - e io fra di loro - che avevano salutato Normal People, la serie tratta dall'omonimo romanzo di Sally Rooney, uscita nel 2020 (visibile su StarzPlay), come un piccolo vero miracolo.

Vincitrice di una cascata di premi e osannata dalla critica in patria e fuori, Normal People aveva trovato due giovanissimi attori in stato di grazia, realizzando un'opera moderna e autentica, sorvegliata dall'autrice che aveva supervisionato la scrittura e tutta la realizzazione della Serie targata BBC.
E' perciò notevole la delusione per Conversation with Friends con la quale serie è stato tentato il bis della prima: stessa produzione identica, stessa autrice (altro romanzo, best seller in Europa), stesso formato di mini puntate da 25/30 minuti per 12 episodi.
Eppure, Conversation with Friends non funziona per niente. Si rivela anzi, puntata dopo puntata, scialba e indigesta, sonnolenta e inconcludente.
A causa soprattutto dei due protagonisti, male amalgamati e totalmente inespressivi - due "facce" e basta - privi totalmente di chimica reciproca (l'esatto contrario di ciò che avveniva in Normal People), alla lunga perfino irritanti nella loro passività amebica.
Due protagonisti che potremmo definire "indecisi a tutto": dialoghi inesistenti monosillabici, ritrosie, smorfiette, lunghe scene a bordo di treni, camminate, diecimila tazze di té preparate.
Anche lo spirito del romanzo di Rooney, basato sulle conversazioni (come recita il titolo perfino), è del tutto tradito.
Si gira a vuoto e si capisce che questo sarebbe il famoso "messaggio" dell'opera, sugli amori inconcludenti o per dirla alla Bauman, liquidi": il tutto già visto e risaputo e appesantito da attori e messa in scena completamenti privi di allure o di carisma.
Peccato.

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