Vorrei che fossimo capaci di meditare profondamente su questa breve riflessione di Eckhart Tolle:
Ogni negatività è causata da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione del presente. Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura) sono causati da un eccesso di futuro e da un'insufficienza di presente. Senso di colpa, rimorso,risentimento, rancore, tristezza, amarezza e ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da una insufficienza di presente. In definitiva vi è un solo problema:
la mente legata al tempo.
Mi sembra che raramente si sia espresso con più chiarezza quel che genera la nostra s-connessione dal mondo. L'incapacità di vivere il presente, o meglio di viverlo soltanto in modo epidermico, superficiale (il contrario dell'epicureismo classico) divenuto paradigma contemporaneo, è il veleno che lentamente svuota e sta svuotando di significato la vita.
Il tempo psicologico - una pura proiezione - inficia il nostro contatto diretto con il mondo e con il centro di noi stessi che siamo (anche il mondo): quell'essere piantati qui e ora, che abbiamo dimenticato, a scapito di un nevrotico rincorrere un tempo soltanto mentale.
Siamo capaci di vivere ? Di vivere, ora ?
Fabrizio Falconi
in testa, Helmut Newton, Big nude, 1975.
dobbiamo sforzarci di esserlo...sono d'accordo con Tolle.....come la bellezza del corpo ritratto da Newton che nel qui e ora dello scatto ha un senso, subito dopo è già passato, come il soggetto della foto o noi, diversi, nell'istante dopo. Caprilo è facile, ricordarlo e applicarlo più difficile
RispondiEliminaGrazie.
RispondiEliminano, temo che non lo siamo...viviamo il presente come scontato, 'dovuto', non vivendolo ma lasciandolo passare....
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