04/03/20

L'attaccamento alla vita ai tempi del Coronavirus






La cosa che più mi colpisce, ai tempi del Covid-19, è quanto le persone- anche quelle che si lamentano ogni giorno della propria esistenza, che sembrano maledirla o che comunque la valutano priva di significato - siano voracemente attaccate alla vita, a ogni costo, con le unghie e con i denti, quando la sentono minacciata, anche indirettamente, anche come remota possibilità, da una epidemia di un nuovo virus che per ora ha un assai basso indice di mortalità.



In queste circostanze si dimostra un attaccamento alla vita - alla propria vita individuale, sostanzialmente - e un terrore cieco di vederla minacciata, che se fosse applicato al vivere civile di ogni giorno e soprattutto alle future condizioni di benessere collettivo, prima che di se stessi, potrebbe portare frutti immensi, nella cura del pianeta, del prossimo, del vivere in comunità.


Invece, appena l'allarme sarà rientrato e la paura sarà passata, è ipotizzabile che tutto tornerà come prima, ci si ricomincerà a lamentarsi in pace, e a vivere con il solito scialo e il solito scontento, come se niente fosse, immemori di questa lezione arrivata imponderabilmente, forse proprio per costringerci a fermarci e a pensare.

Fabrizio Falconi
marzo - 2020

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