15/04/19

100 film da salvare alla fine del mondo: 12. "La Calda Notte dell'Ispettore Tibbs" ("In The Heat of the Night") di Norman Jewison (1967)



Questo blog dedica, ad appuntamenti fissi - ogni lunedì e ogni venerdì - un catalogo personale dei miei 100 film da salvare "alla fine del mondo".  Non saranno ovviamente vere e proprie recensioni, ma un piccolo campionario degli affetti per queste opere che hanno segnato epoche e vite di molti, se non di tutti. 

100 film da salvare alla fine del mondo: 12. "La Calda Notte dell'Ispettore Tibbs" ("In The Heat of the Night") di Norman Jewison (1967)

Nessuno può dimenticare questo film dopo averlo visto. 

E quanto può essere attuale? Quanto fa male ancora rivederlo proprio oggi? E' il pregio che possono avere soltanto i classici. 

Sono passati più di 50 anni da quando uscì La calda notte dell'ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) in quel lontano 1967, ma il film diretto da Norman Jewison mantiene una freschezza invidiabile. Il mondo evidentemente è cambiato, ma non così tanto.

Gran merito è dovuto all'accoppiata straordinaria dei due attori che furono scelti da Jewison: Rod Steiger e Sidney Poitier. 

Basato sull'omonimo romanzo di John Ball, il film è ambientato a Sparta, una piccola cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti, nel Mississippi, e racconta l'impegnativa notte vissuta dall'ispettore Virgil Tibbs (Sidney Poitier), uno dei migliori elementi della squadra omicidi di Philadelphia che mentre si trova di passaggio nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria locale, viene tratto in arresto da un agente di polizia,  Sam Wood, incaricato di fare luce sull'assassinio di Mr. Colbert, un industriale del luogo. 

Naturalmente l'equivoco viene smascherato presto e quando Tibbs rivela la sua vera identità, l'ispettore nero viene - suo malgrado - coinvolto nelle indagini.

Ma subito lo spettatore è avvertito: non a caso, Tibbs è stato arrestato: è nero, è diverso; è anche un nero sui generis, e ha nel portafogli una quantità di denaro che di solito un nero non ha. 

La riluttanza di Tibbs ad essere coinvolto nelle indagini è pienamente giustificata: è stato perfino arrestato per sbaglio, ha capito subito che quello è un ambiente profondamente razzista. E anche profondamente ignorante (di solito le due cose vanno di pari passo). 

Di lì a poco, infatti, mentre Tibbs è intento ad analizzare il corpo della vittima, viene catturato un nuovo presunto colpevole - bisogna darne in pasto subito uno alla comunità locale - tale Harvey Oberst, trovato in possesso del portafoglio di Colbert. 

Al mattino in centrale irrompe il capo locale della polizia, Gillespie (Rod Steiger) dichiarando il caso chiuso, e chiedendo a Tibbs di lasciare la città, visto che il suo aiuto non è più richiesto. Tibbs è invece convinto del contrario, dato che le sue analisi dimostrano che l'omicida è destrimane, mentre Oberst è mancino. 

Gillespie, infuriato anche dal fatto che il detective non voglia consegnargli i risultati dell'autopsia, lo fa di nuovo rinchiudere in cella con Oberst, dove constata che l'uomo ha un alibi per l'ora della morte. Tibbs dopo poco viene rilasciato e invitato nuovamente ad andarsene. E soltanto quando Gillespie si reca poi dal sindaco, che lo convince ad avvalersi dell'abilità del poliziotto di colore perché potrebbe solo aiutare le indagini, ma non averne il merito finale, Gillespie si reca alla stazione e riesce a convincere  il riluttante Tibbs a rimanere.

Inizia da qui la vera indagine destinata a portare alla luce una vicenda assai scabrosa, che coinvolge direttamente proprio la polizia bianca locale. 

Sarà Virgil Tibbs a risolvere il caso, con le sue capacità e la sua fredda eleganza.

The Heat of The Night (questo il titolo originale) è un capolavoro per molti motivi: segna una pietra miliare nel rovesciamento di rapporti e luoghi comuni della mentalità americana conservatrice e protestante (non a caso il film uscì a ridosso del 1968); è un poliziesco straordinario, modello di molti altri che seguiranno, la cui trama (e sceneggiatura) si dipana senza la minima sbavatura; è una prova d'attore meravigliosa in cui duettano in abilità e complicità due campioni come Sidney Poitier e Rod Steiger che anziché rubarsi la scena a vicenda, realizzano un perfetto duetto di cui sono alternativamente protagonisti e comprimari; è un film di idee e di forza morale contro le distorsioni del razzismo e della ignoranza che ne è - sempre - il fondamento, ovunque. 

Il film vinse una incredibile quantità di Premi, tra cui 5 premi Oscar (miglior film, migliore attore protagonista a Rod Steiger (purtroppo non a Poitier cui sarebbe dovuto andare per gli stessi meriti), miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio (al grande Hal Ashby) e miglior sonoro). 
Nel 2002 inoltre è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti  e  nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito al settantacinquesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente).

Fabrizio Falconi

La Calda Notte dell'Ispettore Tibbs
The Heat Of The Night
di Norman Jewison
Usa, 1967
con Rod Steiger e Sidney Poitier



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