17/08/22

Proust e l'aforisma tradito!


Un giorno qualcuno dovrà pur scrivere la storia degli aforismi traditi, equivocati, sbagliati.

Uno degli esempi più eclatanti riguarda uno attribuito a Proust e quasi sempre del tutto travisato, distorto, male interpretato.

Lo si scopre a pag. 264 del Quinto Volume della Recherche - La Prigioniera - dove si trova il fin troppo celebre aforisma attribuito a Marcel Proust che la vulgata generale - e purtroppo ormai l'ignoranza on line, che lo riprende e lo rimanda all'infinita - vuole reciti: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi."

Il problema è che esso, scritto così, viene completamente frainteso da chi lo legge e anche da chi lo pubblica. La frase di Proust infatti non termina in quel punto.

Il pensiero è più esteso - l'aforisma estratto è una arbitraria sintesi - e recita: "L'unico vero viaggio, l'unico bagno di giovinezza, sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, VEDERE L'UNIVERSO CON GLI OCCHI DI UN ALTRO, DI CENTO ALTRI, VEDERE I CENTO UNIVERSI CHE CIASCUNO VEDE, CHE CIASCUNO E'. LO POSSIAMO FARE CON UN ELSTIR (uno dei pittori della Recherche), CON UN VINTEUIL (uno dei musicisti della Recherche): CON I LORO SIMILI, VOLIAMO VERAMENTE DI ASTRO IN ASTRO.

Quindi quello che dice qui Proust NON è che bisogna avere "nuovi (propri) occhi", cioè un diverso sguardo personale, cambiare cioè il modo di guardare (da soli). Quello che ci sta dicendo è che (solo) attraverso la creazione artistica, la mediazione delle grandi anime degli artisti, è possibile per noi guardare le cose diversamente, avere un punto di vista realmente diverso, molto diverso dal cambiare semplicemente lo scenario che abbiamo davanti agli occhi e che cambiamo di volta in volta per colmare la nostra irrequietezza.

Fabrizio Falconi - 2022

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