11/08/19

Poesia della Domenica - "Bagni popolari" di Sergio Solmi




Bagni popolari
 
Uomo che sfioro per via col braccio
e sempre a me così paurosamente
estraneo, ti ritrovo
in questa bigia caserma, che grava
l'oscura sera di dicembre.
Tra gli scrosci dell'acqua, a mezza voce
un motivo tu accenni, ti fa eco,
invisibile, un altro.
 
Dal finestrino in sé raccolti tremano
gli alberi scarni del cortile.
 
Penso perché t'ho tradito, perché
l'istessa tua lingua io non parli, perché
l'eguale nostra pena
io debba in queste confuse parole
che non intendi, esprimere. La muta
poesia mi fa nodo in cuore. Questa
mano ch'io porgo, inutile
lasci cadere.
 
Ma stasera, invisibile, anch'io sono
un tuo fratello. Tra gli scrosci d'acqua
un motivo tu accenni, io seguo, un altro
fischiettando fa eco, un coro sorge.
Dalla dura ubbidienza quotidiana
sciolte alfine le membra dentro il lene
bagno domenicale, prigionieri
rassegnati, la timida
libertà nostra in musica s'esala;
 
a mezza voce, finalmente insieme,
miei fratelli, cantiamo.

Sergio Solmi (1899-1981), da Fine Stagione, in Poesie, Mondadori, 1950

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