Ho l'impressione che, obnubilate dai tormentoni che impone il gigante Netflix ogni settimana, parecchie delle serie migliori in circolazione, siano - e rimangano - semiclandestine. Per gli algoritmi sono troppo rischiose, e quindi vengono lasciate a svernare in cantina senza che nessun network italiano le mandi in onda.
Succede anche con questa straordinaria serie BBC, prodotta addirittura nel 2015, e ancora del tutto inedita in Italia, intitolata "Wolf Hall" e tratta dall'omonimo romanzo della grande scrittrice inglese (pluripremiata) Hilary Mantel.
Racconta le vicende di Thomas Cromwell nella Inghilterra e nella corte di Enrico VIII, nel momento storico in cui il Re d'Inghilterra vuole divorziare dalla prima moglie spagnola, Caterina d'Aragona e convolare a nozze con Anna Bolena, misurandosi con l'ostilità del Papa romano e arrivando a sfidarlo apertamente e definitivamente proclamandosi capo spirituale della Chiesa d'Inghilterra, da allora detta "Anglicana".
Thomas Cromwell è un personaggio letterariamente fantastico. Prima dalla parte del papa, sopratutto per via del Cardinale Thomas Wolsey di cui è segretario fidato e poi, dopo la morte di questo, promosso a uomo di fiducia di Enrico VIII, suo principale consigliere.
La serie è di qualità altissima - soltanto i costumi e la fotografia sono da premio Oscar (sembra di girare per una quadreria del Cinquecento, tra Durer e Brueghel) - e il cast è formato da fuoriclasse del cinema inglese, da Mark Rylance (nei panni di Thomas Cromwell), premio Oscar per "Il ponte delle spie" di Spielberg, a Damian Lewis (Enrico VIII), da tutti ricordato per Homeland, a Jonathan Pryce, sul quale non bisogna aggiungere altro.
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