22/11/10

La poesia della Domenica - "Sonetto" di Giovanni Raboni





Invecchiando un corpo vorrebbe un'anima
diversa, ma come si fa? Non serve
prendere calmanti, stordire i nervi
e la mente, il problema è proprio l'anima,

l'anima che non vuole pace, l'anima
insaziabile, ostinata che ferve
per sempre più comicamente impervi
labirinti o abissi e si sa che l'anima

non solo è immortale, ma immortalmente
immatura. Così, temo, non resta
che rassegnarsi, finchè non s'arresta

la fontanella del respiro niente
può cambiare, non è di questo fuoco
spegnersi come gli altri a poco a poco.

Giovanni Raboni (Milano, 22 gennaio 1932 – Parma, 16 settembre 2004) - da 'Ogni Terzo pensiero' - Mondadori 1993.

4 commenti:

  1. Trovo molto bella questa evocazione dell'instancabile anelito dell'anima, della sua ostinazione nella ricerca e della sua bulimica inquietudine.
    Che finirà con l'ultimo respiro terreno.

    Ma vorrei aggiungere alcune considerazioni.
    L'anima è, come dice il poeta, immortale e forse già qui sulla terra qualcosa si può fare, si deve fare, per recarle un po' di Pace, un assaggio di eternità ... altrimenti Cristo cosa sarebbe venuto a fare sulla terra? Non solo, credo, per offrirci la resurrezione ma anche per indicarci la Via della gioia e della pace, la Verità, la Vita in QUESTO mondo.

    La mia anima cerca la pace anche se un'altra parte di me spesso gliela nega.
    Ma è una parte diversa dall'anima, è il mio Ego.

    Spero di non essere andata fuori tema e ringrazio Fabrizio per le continue ottime occasioni di riflessione

    Filomena

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  2. No, non sei andata fuori tema per niente, Filomena. Perché è di questo che parla la poesia di Raboni.

    L'anima su questa terra, in questo corpo - dice R. - è perennemente inquieta e perennemente in-soddisfatta. Proprio perché continuamente sospinta e imprigionata da un ego che vuole o vorrebbe darle forma, e farLa soggiacere ai suoi tempi, e alla sua carnalità.

    L'anima, invece, ha altre strade, e altri tempi - eterni ? - non si accontenta di queste tempistiche e di queste modalità umane, così piccole e circoscritte, che appunto dopo essersi vanamente accese 'si spengono a poco a poco.'

    F.

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  3. però ... perchè
    'immortalmente/immatura" ?

    non colgo bene il significato

    a meno che 'immatura' non acquisti qui un'accezione positiva

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  4. Credo che sia piuttosto chiaro: l'anima è 'immortalmente immatura', proprio perché è eterna: di conseguenza non può mai essere matura, germoglia continuamente, è sempre rinnovata, esattamente come l'anima di un bambino.

    Ed è questo che genera la frustrazione dell'essere costretta in un corpo che fiorisce, matura e svanisce e si corrompe, ogni giorno che passa.

    f.

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