05/04/09

Un cristianesimo senza Cristo ? - Domenica delle Palme.



Che cosa sarebbe il Cristianesimo senza Cristo ? Difficile da immaginare. Eppure, in questi tempi, ho l'impressione - più che una impressione in realtà - che molto disinvoltamente si tenda spesso a 'fare' Cristianesimo senza Cristo, ovvero mettendo in secondo piano - quasi senza mai pronunciarne nemmeno il nome - la figura di Cristo.

E questa tendenza noto specialmente in una certa teologia che viene molto corteggiata dai giornali e dai media - penso anche a Vito Mancuso, il cui lavoro è sicuramente degno di attenzione, di studio e di considerazione, tra i più brillanti degli ultimi anni in assoluto - la quale propone e disputa infiniti discorsi su un 'Dio', un Dio Cristiano, la cui figura quasi mai però assume i caratteri specifici della persona del Nazareno.

Eppure, se una caratteristica peculiare il cristianesimo ha, tra le molte, è proprio quella di essere la religione che ha una persona al suo centro: la persona di Gesù Cristo, di Nazareth. Senza Gesù Cristo, il Cristianesimo cosa diventa, cosa diventerebbe ? Sicuramente un'altra cosa.

Non la religione nella cui fede abbiamo professato nel Battesimo, e nei Sacramenti. Assisto insomma al diffondersi di un cristianesimo a-personificato, e anche un po' pagano, mi sembra, che mescola piani diversi, e che cerca probabilmente di adattarsi allo spirito dei tempi. Il che, non sarebbe neanche un male assoluto, perchè il cristianesimo deve anche incarnare i tempi che vive.

Ma elidere Gesù Cristo non è mai un buon segno, non può esserlo. Ogni nostra considerazione cristiana non può che partire da Gesù Cristo.

Dovremmo ricordarcene in particolar modo oggi, quando si ricorda l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Gesù sembrava 'aver conquistato tutti'. Tutti sembravano essere ai suoi piedi, pronti a fare tutto per lui, a portarlo per sempre nei loro cuori, a tenerlo per sempre al centro dei loro pensieri. Eppure, come sappiamo bene, quegli stessi osannatori, appena quattro giorni dopo, si trasformeranno in un baleno nei condannatori e persecutori. Cercheranno di eliminare quel problema per sempre. Di cancellarlo. Non ci riuscirono. Riuscirono soltanto a rendere glorioso il suo nome, nei secoli. Oggi, forse, la musica è cambiata nuovamente. E' in corso una nuova cancellazione, più silenziosa, meno eclatante. Vedremo, sapremo, se da questo nuovo tentativo, inizierà una nuova, seconda, rinascita.

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2 commenti:

  1. ...é così Faber perché credere in un Dio che si è fatto uomo, che è vero dio e vero uomo significa accostarsi a un mistero grande è il mistero dell'incarnazione...é il cuore del cristianesimo..senza incarnazione non c'é niente...non c'è Chiesa Cattolica, ci sarebbero i teologi della parola come nell'Islam e nell'ebraismo ma non la Chiesa come popolo dell'alleanza originato dallo Spirito Santo; non eucaristia, non riconciliazione, non resurrezione...solo una cultura religiosa...come tante altre prodotte dall'uomo, buddismo, taosimo, confucianesimo....ma vi é in questo mondo una curiosa concezione del mistero...s'intende qualcosa di misterioso...quasi magico..no il mistero nella fede é qualcosa che s'intravvede senza poterne cogliere l'insieme...come guardare dall'oblo di una nave la parte di una montagna...noi vorremmo ridurre il mistero a qualcosa che la nostra mente possa possedere...in realtà per la mente è come guardare la luce del sole...é abbagliante..se facciamo passare i raggi del sole attraverso un filtro avremmo tutti i colori dell'arcobaleno, se però poniamo tutti i singoli colori l'uno sopra l'altro otteniamo il nero...questa é la nostra capacità di avvicinarci al mistero per i nostri piccoli neuroni intrecciati da sinapsi...intravvedere senza poter guardare l'insieme come avviene con i raggi del sole...abbiamo una conoscenza povera capace di capire solo quel che vede, sente, palpa, misura, pesa, il resto è niente...eppure basta un viaggio in Terrasanta per fare esperienza della concretezza di Dio...

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  2. ...oppure guardare in sé, lo spazio in cui nessuno ha potere, nel quale vengo a contatto con il mio vero io, dove sono interamente me stesso,il luogo della solitudine, la terribile solitudine dell'uomo, ma in quel luogo sono anche protetto perché li c'è Dio, abita con me e i geli di quella stessa solitudine si sciolgono spingendoci nell'incontro con l'altro al cuore dell'esperienza di una comune umanità....bisogna solo decidere di non essere determinati dalle attese degli altri, dalle scadenze, dalle pressioni cui siamo sottoposti, dalle nostre incertezze....solo questo.......

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