23/03/09

I piani divini.


Ma esistono i piani divini ? Per tutta la vita ci dibattiamo in questa domanda: quello che mi succede dipende da quello che io faccio o decido, o dipende da quello che Qualcuno mi manda ?

Io, essendo cristiano, sono convinto che siano vere entrambe le cose (ma non so quanti cristiani oggi, quanti si definiscono tali, ne siano altrettanto convinti). Credo cioè che la nostra vita sia in perenne equilibrio tra le cose che noi decidiamo ogni momento della nostra giornata, e quello che non possiamo decidere, ma che 'ci capita', e che noi siamo chiamati costantemente a recepire, leggere, interpretare.

Sono cioè convinto che la volontà divina al nostro riguardo, non sia data una volta per tutte. Ma che la volontà divina nei nostri confronti sia come un padre nei confronti di un figlio. Noi possiamo decidere molto riguardo alla vita di nostro figlio: possiamo decidere come 'educarlo', e se sia giusto o no che esca di casa la sera, se ci piace o no la fidanzata che ci porterà a casa. Ma non possiamo decidere assolutamente TUTTO. Nostro figlio ci sfuggerà sempre, manterrà sempre una autonomia decisionale, ci sorprenderà sempre con i suoi atteggiamenti, le sue scelte, ecc...

Un quid di incontrollabile, di imponderabile, di totalmente libero esisterà sempre in lui, come esisterà sempre la nostra libertà, autonomia, arbitrio, rispetto alla volontà divina. La volontà divina non è una tirannia. La volontà divina è come una 'cura' che si manifesta nei confronti di noi, figli. Ma noi possiamo curare quanto vogliamo un figlio, alla fine dovrà essere lui a dire 'sì' ai principi, all'educazione, alla cura che noi abbiamo riversato in lui.

Ciò comporta una serie di importanti conseguenze:

1. Non possiamo lamentarci contro Dio perchè non manifesta la volontà che noi vogliamo da lui. Dio ci ha lasciati liberi di crescere. E nessuno potrà fare il cammino al posto nostro.

2. I segnali della 'cura' che Dio ci manda ci sono sempre, anche quando non li sentiamo, esattamente come quando un ragazzo non si accorge di quanto suo padre sia vicino a lui, di quanto voglia il suo bene, anche se non vuole o non può, o non riesce a sentirlo (e magari anche se suo padre non riesce a farglielo capire).

3. E' inutile affannarsi per capire cosa abbiano in mente i piani divini su di noi: i piani divini dipendono (anche) da noi, e senza di noi, cioè senza il nostro 'sì' alla cura, non può che prevalere l'istanza contraria a Dio (e cioè il male).

4. Esiste, però, nel piano della creazione, nell'imponderabile volontà divina, un quid (possiamo dire, banalizzando, il 20% ?) che noi non potremo mai comprendere, a proposito della vita: perchè un bimbo di 9 anni contrae la leucemia ? Perchè quella sera un mio amico è uscito di casa e un TIR l'ha investito ? Questo rimane un mistero, e in questa vita, nessuno potrà scioglierlo, e se questo appartiene o no alla volontà divina, lo scopriremo solo nell'aldilà.

Ma per il resto, per quelli che sono gli avvenimenti consuetudinari della nostra vita - per le gioie, le speranze, le felicità, le ferite, le cadute, le mancanze, le rinascite - non dovremmo mai, credo, tirare in ballo troppo facilmente la 'volontà divina'.
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6 commenti:

  1. ... è interessante la tua domanda e la riflessione che ne trai. Conosco molti che si arrovellano per cercare di capire quale é la volontà di Dio su se stessi e le persone a lui affidate oppure la cercano aprendo a caso la Bibbia, impegnandosi in opere e servizi, riconoscendo obbedienza ad una autorità spirituale e via di seguito....eppure Dio ci ha già detto qual'è la sua volontà su ognuno dei suoi figli: ama e riconosci nel tuo simile il fratello, fai agli altri ciò che desideri venga fatto a te, tira via la trave dal tuo occhio non per flagellarti ma per vedere meglio come aiutare il fratello a rimuovere il fuscello....... noi conosciamo la volontà di Dio, il suo desiderio, il suo sogno che affida alla nostra libertà. Anche lui come Padre desidera il nostro bene ma a differenza dei padri umani non vincola il suo bene alla nostra risposta e sa amarci anche quando scegliamo strade diverse da quella da lui indicataci.Anche quando siamo scorbutici e scostanti. Anche quando guidiamo la macchina da nevrotici e provochiamo incidenti di cui incolpiamo il fato o addirittura Lui. Ci vuole bene quando perdiamo il controllo delle nostre azioni e usiamo parole che lacerano il cuore dell'altro più del coltello di un macellaio. Lui sa che siamo dei pavidi quando si tratta di amare, capaci di gesti prodigiosi per il nostro onore, di combattimenti indomiti per ciò che riteniamo vero, ma vili quando si tratta di amare...omini e donnine piccoli piccoli perché accettare la sua volontà come unica esperienza ed espressione della nostra umanità richiede l'umiltà semplice di riconoscerci creature non creatori...

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  2. ... quindi uomini e donne che vivono, agiscono, pensano, amano con la libertà di figli di Dio......

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  3. Sì, è proprio così.

    Ma quanti che si dicono cristiani che sento in giro, che hanno invece una idea completamente diversa della volontà di Dio e pensano che alla volontà di Dio non come a quella di un Padre, ma come a quella di un Tutore - che provvede ai bisogni - o di un Patrigno da spremere all'occorrenza, o come un Tiranno oscuro, dispensatore di malefatte - "perchè non è intervenuto, Lui che è infinitamente buono e potente, per salvare quella vita innocente ?? Anzi, perchè - visto che c'è - non salva pure la mia, di vita, visto che io sono un innocente ? "

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  4. ...c'é un cristianesimo di tradizione, di cultura, di credenza; un cristianesimo di schieramento, contrapposizione spacciati per identità; c'è un cristianesimo di pratiche religiose, di preghiere ripetute senza credere che si é veramente in relazione con un altro da se che è Dio, c'è un cristianesimo di abitudine che ha trasformato l'intensità dei momenti in simboli svuotati e cupi; un cristianesimo che ha trasformato la libertà di amare ed essere amati nella consapevolezza del mistero su cui si fonda il progetto di ogni vita in una morale cristallizzata messa fuori e sopra l'uomo; c'è un cristianesimo che vede nella chiesa solo un organizzazione che dovrebbe essere un po' migliore delle altre senza ritenerla fondata, sorretta e guidata dallo Spirito Santo seppur appesantita dagli uomini. Vi sono tanti cristianesimi ma la fede è una e vive dell'incontro intimo e continuo con Cristo. Forse, caro Faber ci sono tanti che si dichiarano cristiani ma, come ricordava Ignazio d'Antiochia e preferibile vivere da cristiani senza proclamarlo che proclamarlo senza viverlo....per quanto mi riguarda posso solo dire che tento...nient'altro...tento...

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  5. E' proprio vero, Caro Alessandro, ci sono tanti cristianesimi, e tanti modi di intepretare il Vangelo (alcuni che sembrano davvero bizzarri), ma come dici tu:

    "è preferibile vivere da cristiani senza proclamarlo che proclamarlo senza viverlo."

    Credo che tutti, oggi, dovremmo fare uno sforzo particolare, come fai tu, di proclamare di meno, e di vivere di più, questo grande tesoro che abbiamo (forse immeritatamente) ereditato.

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  6. E' inutile affannarsi per capire cosa abbiano in mente i piani divini su di noi: i piani divini dipendono (anche) da noi, e senza di noi, cioè senza il nostro 'sì' alla cura, non può che prevalere l'istanza contraria a Dio (e cioè il male).

    trovo ch sia il dono della massima liberta'
    grazie per questa riflessione

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