15/11/08

Benedetto XVI - Più spazio alle Donne nella Chiesa.


Benedetto XVI ha voluto ribadire oggi "quanto la Chiesa riconosca, apprezzi e valorizzi la partecipazione delle donne alla sua missione di servizio alla diffusione del Vangelo. "L'uomo e la donna - ha ricordato nel discorso al Pontificio Consiglio per i laici - uguali in dignita', sono chiamati ad arricchirsi vicendevolmente in comunione e collaborazione, non solo nel matrimonio e nella famiglia, ma anche nella societa' in tutte le sue dimensioni".

In particolare, ha aggiunto, "alle donne cristiane si richiedono consapevolezza e coraggio per affrontare compiti esigenti, per i quali tuttavia non manca loro il sostegno di una spiccata propensione alla santita', di una speciale acutezza nel discernimento delle correnti culturali del nostro tempo, e della particolare passione nella cura dell'umano che le caratterizza".

Il ruolo delle donne nella Chiesa e nella societa' era stato esaltato venti anni fa da Giovanni Paolo II con la lettera apostoolica "Mulieris dignitatem" che Papa Ratzinger ha citato oggi esortando i cardinali, vescovi e sacerdoti ma anche i responsabili delle associazioni e movimenti laicali presenti all'incontro in Vaticano a trarne spunto per la loro azione.

Tra le "questioni di speciale rilevanza" per le quali il Papa apprezza l'impegno del Pontificio consiglio per i laici c'e anche "quella della dignita' e partecipazione delle donne nella vita della Chiesa e della societa"'. E "mai si dira' abbastanza di quanto la Chiesa riconosca, apprezzi e valorizzi la partecipazione delle donne alla sua missione di servizio alla diffusione del Vangelo".

Benedetto XVI lo ha detto nell'udienza concessa ai partecipanti alla assemblea plenaria del Pontificio consiglio per i laici, guidati dal presidente, cardinale Stanislaw Rylko.

18 commenti:

  1. A proposito della 'Mulieris dignitatem', ho assistito qualche giorno fa ad un convegno sulle tematiche ad essa correlate.
    In un interessante intervento si trattava del concetto di 'gender' (genere)in teologia.

    La proposta 'rivoluzionante' è ( se ho ben compreso il messaggio dell'intervento)che non si deve parlare come spesso si è fatto in passato di 'questione femminile' (quasi che la donna sia un problema da risolvere, un elemento a cui l'uomo deve trovare una collocazione nel 'suo' universo)ma piuttosto di PERSONA FEMMINILE e di PERSONA MASCHILE in cui Dio si è ugualmente e diversamente espresso. E se si vuole ridefinire il concetto di 'femminilità' questo non può farsi senza contemporaneamente ridefinire quello di 'maschilità', concetti che non possono esistere al di fuori di una relazione di reciprocità.

    Dice Giovanni Paolo II nella Mulieris Dignitatem, n.6

    "l'uomo è una persona, in eguale misura l'uomo e la donna: ambedue infatti sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio personale'

    ma il cammino perchè questa 'eguaglianza' si realizzi pienamente è ancora lungo, anche dentro la Chiesa...
    e forse un giorno dietro l'altare ci sarà una donna
    'creata ad immagine di Dio'

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. bene... circa 2000 anni per accettare che la donna è creata ad immagine di Dio.
    Chissà se ci vorranno altri 2000 anni per capire se sia creata anche ad immagine di Cristo....

    RispondiElimina
  4. ... a questo proposito sarebbe interessante analizzare tutte le "vettoriali" presenti nella reazione a quella pubblicità di cui oggi tanto si parla:
    http://www.teologhe.org/index.php?option=com_weblinks&task=view&catid=136&id=1737

    - problema del simbolo religioso strumentalizzato?
    - problema dell'associazione di un simbolo normalmente maschile ad un corpo femminile?
    - eroticizzazione (e perchè) di un simbolo religioso?

    credo che siano molte - tante altre - le associazioni problematiche che tale immagine ci faccia fare. Sarebbe bello riuscire a dipanarle tutte.

    RispondiElimina
  5. L'immagine in questione, cara Thekla, in effetti aprirebbe a sconquassanti considerazioni, per le quali non basterebbero trattati di storia della fede.

    Come spesso accade, e come credo che tu sottenda, la pubblicità riesce a 'incarnare' incredibilmente, sinteticamente, direttamente (diabolicamente?) lo spirito contemporaneo.

    ne riparleremo, mi auguro.

    Grazie a Magda per aver postato il succo di un intervento così ponderoso che mi sarebbe piaciuto ascoltare in tutta la sua interezza.

    RispondiElimina
  6. Thekla, in risposta al tuo primo commento di oggi...

    a giudicare dalle energie intellettive cognitive emotive e sentimentali che ho visto impiegate in quel convegno, i tempi questa volta dovrebbero essere decisamente più brevi

    lo Spirito soffia dove vuole

    RispondiElimina
  7. Faber, quando avrò notizia della pubblicazione degli atti del convegno, se vuoi posso informarti

    anche se certamente essere presenti e sentire dal vivo gli interventi è tutt'altra cosa

    RispondiElimina
  8. Fà benissimo il santo padre a sottolineare l'importanza della donna nella vita, nella famiglia e soprattutto nella chiesa ,dove pare che occupi una posizione "non di primo piano" per i media. Le donne con una divina umiltà danno tantissima forza all'azione della Chiesa.
    L'uomo e stato creato ad immagine e somiglianza del suo Padre,ma non dimentichiamo che fu tolta quella famosa costola all'uomo e fu creata una donna,Quindi non c'è distinzione tra uomo e donna sono fatti dalla stessa materia ,si deve parlare essere umano.

    RispondiElimina
  9. Maximus, il fatto è che il Papa dice molto di più. Dice nella Mulieris Dignitate non solo che l'uomo amschio è fatto ad immagine del Padre ma che l'uomo maschio e la donna femmina sono entrambi, ciascuno per se stesso, creati ad immagine di Dio!
    Quindi Dio è un po' Padre, un po' Madre, un po' suora, un po' prete, un po' dentista, un po' infermiera, un po' guerriero, un po' cuoca... etc... :)

    RispondiElimina
  10. Qualche riflessione sull'intervento di Thekla riguardo alla pubblicità sotto accusa.

    Per quanto mi riguarda io vedo là 'semplicemente' una donna 'creata ad immagine di Dio' e crocifissa come il Figlio.
    Quando Cristo è morto, con lui sono morti i peccati di tutte le donne e di tutti gli uomini e quando Lui è risorto ha aperto la strada per il cielo a tutte le donne e a tutti gli uomini.

    Non viene a caso la notizia purtroppo non nuova (ma come ci si potrebbe ABITUARE a queste notizie?) proprio di ieri...ragazze afghane con il volto deturpato dall'acido perchè vogliono studiare.
    E la commovente dichiarazione di una di loro 'Possono farlo altre mille volte, ma io non smetterò di studiare'!


    La violenza non può far tacere i sogni e la determinazione di realizzarli

    RispondiElimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Diverse cose mi hanno colpito di quella pubblicità e ho dovuto riflettere tanto su quella immagine e sulla scritta.

    La pubblicità come pubblicità è davvero vincente. Riesce infatti a giocare su diversi registri e a diventare indimenticabile.

    Una cosa che trovo giusta però è la reazione di chi non vuole vedere strumentalizati i simboli religiosi. Questa affermazione è particolarmente adatta in campo di laicità dello stato etc...insomma se i simboli vanno tolti, vanno tolti e basta (ma qui si apre allora un'altra prospettiva circa le relazioni tra religione e società).

    Mi ha colpito l'equazione inusuale tra Uomini=maschi che serve stavolta a metterli in situazione negativa. Di solito la nostra equazione è sempre di senso inverso: questa volta l'equazione serve a mettere i "maschi" in posizione negativa e subito ci sembra che qualcosa stoni.

    Mi ha colpito che il corpo di una donna diventa immediatamente erotico. Mi chiedo perchè. Non credo sarebbe cambiata la cosa se avessero messo un panno anche sui seni.

    Credo che qualcuno potrebbe ribellarsi al fatto che per "peccato" qui sia inteso proprio quello sessuale, dei maschi sulle donne. Certo abbiamo sempre sentito dire così: per millenni è sembrato che il sesto comandamento fosse più grave degli altri 9. Eppure, dire così apertamente che le donne non c'entrano nulla con questo tipo di peccato da parte degli uomini, che più facilemnte o quasi sempre esse sono invece solo le vittime, che insomma non sono le Eve tentatrici dei poveri maschi costretti a cedere ... ci costringe a pensare.

    Una chicca: ho ricevuto un libro dal titolo "santi strani". In copertina c'è una donna crocifissa barbuta. Pare che si tratti di una certa santa Wilgeforte. Ma la storia del formarsi di questa santa è interessante: si tratterebbe dell'originario Cristo glorioso in croce, quindi vestito con la lunga veste regale. Però la gente ad un certo punto non ha più capito il senso di questa veste e vedevano in quel corpo in croce piuttosto una donna con un vestito lungo. Però era barbuta! Ecco allora il formarsi della storia della santa vergine che pur di mantenere la verginità chiede a Dio il miracolo. Dio gli fa quindi crescere la barba e l'aspirante marito la rifiuta!!
    Il Cristo crocifisso così diventa una vera e propria donna mantenendo solo la barba.

    Credo che siamo troppo abituati al fatto l'incarnazione di Gesù in un uomo maschio vuol dire la sua volontà di salvezza di tutti gli uomini (=umanità intera).

    Questo vuol dire che sulla croce potrebbe esserci anche una donna?

    RispondiElimina
  13. ho fatto al brava... ho riletto!
    :)

    RispondiElimina
  14. Di fatto, nella realtà quotidiana, in quella più atroce e dis-umana, la donna E'sulla croce.

    E' forse il caso di ricordare anche FATTI come questo

    SOMALIA: LA RAGAZZA LAPIDATA A MORTE AVEVA 13 ANNI, RIVELA AMNESTY
    INTERNATIONAL

    Contrariamente a quanto riferito da precedenti resoconti di stampa, la
    ragazza giudicata ‘colpevole’ di adulterio e lapidata a morte la scorsa
    settimana in Somalia aveva 13 e non 23 anni.

    Aisha Ibrahim Duhulow e’ stata uccisa lunedi’ 27 ottobre 2008 da un gruppo di
    50 uomini che l’ha lapidata a morte. L’esecuzione e’ avvenuta all’interno
    di uno stadio della citta’ meridionale di Chisimaio, di fronte a un
    migliaio di spettatori. Alcuni dei giornalisti locali, che avevano parlato
    di una donna di 23 anni, hanno raccontato ad Amnesty International di
    essere stati tratti in inganno dall’aspetto fisico della ragazza.

    Aisha Ibrahim Duhulow era arrivata a Chisimaio tre mesi fa, proveniente
    dal campo profughi di Hagardeer, in Kenya. Nella citta’ portuale somala,
    Aisha Ibrahim Duhulow era stata stuprata da tre uomini e si era rivolta ai
    miliziani di ‘al Shabab’, che controllano la zona, per ottenere giustizia.
    La sua denuncia aveva ottenuto come risultato l’arresto, l’accusa di
    adulterio e la lapidazione. Nessuno dei tre stupratori e’ stato arrestato.

    Un uomo, che si e’ qualificato come lo sceicco Hayakalah, ha dichiarato a
    Radio Shabelle, un’emittente somala: ‘Lei stessa ha fornito le prove, ha
    confessato ufficialmente la sua colpevolezza e ci ha detto che era
    contenta di andare incontro alla punizione della legge islamica’.

    Secondo i testimoni oculari raggiunti da Amnesty International, invece,
    Aisha Ibrahim Duhulow ha lottato contro i suoi carnefici ed e’ stata
    trascinata a forza nello stadio. Qui la ragazza e’ stata interrata e i 50
    uomini addetti all’esecuzione hanno iniziato a colpirla, usando le pietre
    appena scaricate da un camion. A un certo punto, e’ stato chiesto ad
    alcune infermiere di verificare se la ragazza fosse ancora viva; fatto
    cio’, la lapidazione e’ ripresa fino alla morte della ragazza.

    ‘Questa ragazza e’ andata incontro a una morte orribile, ordinata dai
    gruppi armati di opposizione che controllano Chisimaio: un altro degli
    oltraggi ai diritti umani perpetrato dai protagonisti del conflitto
    somalo, che dimostra ancora una volta l’importanza che la comunita’
    internazionale agisca, attraverso una Commissione internazionale
    d’inchiesta’ – ha dichiarato Amnesty International.

    FINE DEL COMUNICATO
    Roma, 3 novembre 2008

    Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
    Amnesty International Italia – Ufficio stampa
    Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

    RispondiElimina
  15. "Dov'è tua sorella?" (Gen 4,9)

    RispondiElimina
  16. " Ma che hai fatto? - riprese il Signore - dalla terra il sangue di tua sorella il sangue di tuo fratello mi chiede giustizia. "

    RispondiElimina
  17. Penso che la somiglianza dell'uomo con Dio sia nella capacità d'amare e nella libertà; questa terribile possibilità di scegliere tra il bene e il male e questa somiglianza non distingue il genere, vale sia per l'uomo che per la donna.
    Ben diverso è il discorso riferito al modo in cui nella storia dell'uomo le differenze di genere si sono cristallizzate e organizzate in gerarchie di valori anche sociali. Quel che vedo,anche attraverso l'attività terapeutica è che mentre le donne hanno una qualche consapevolezza della propria identità e unitarietà gli uomini, almeno qui in occidente sono sempre più disorientati e dissociati e sono proprio loro quelli che più risentono di una società senza padri. Per quanto riguarda la Chiesa andate alla Messa quotidiana e guardate com'è composto il popolo di Dio che si riunisce attorno all'Eucaristia, gli uomini sono due su dieci mediamente gli altri sono occupati in cose importanti per le quali pensano che Dio non serva.

    RispondiElimina
  18. Forse, Alessandro, gli altri sono occupati a pensare a Cesare :)

    Ma dice Gesù:
    "Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena."
    Mt 6,31-34

    RispondiElimina

Se ti interessa questo post e vuoi aggiungere qualcosa o commentare, fallo.